L'
AGRICOLTURA DI FINE '800
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Secondo i dati del censimento del 1871, in Italia su 25337
centri ben 23509, pari al 92,39 per cento, erano inferiori
a 2000 abitanti e 18411 793 italiani, due su tre, vivevano
in comuni rurali. A ciò si deve aggiungere la rilevanza
numerica delle "case sparse" dell 'area centro-settentrionale,
cosicchè la popolazione non agglomerata superava il
51 per cento. I piccolissimi centri come, ad esempio, l' area
montana intorno all' attuale Comune di Canischio, erano un
elemento caratteristico anche del paesaggio piemontese.
Nonostante l' agricoltura costituisse la maggiore attività
di lavoro per gli Italiani, essa non era certamente una sicura
fonte di guadagno: alcune gravissime crisi ( depressione del
prezzo dei cereali; crisi del vino per l 'impossibilità
di esportare i nostri prodotti, quantitativamente assai aumentati
in seguito alI' espandersi della viticoltura nelle regioni
mondiali; crisi dei prezzi della seta e degli agrumi; diffusione
di gravi infestazioni parassitarie) ostacolarono, anche per
l' aggravarsi della pressione tributaria, l 'inserimento dell
'Italia nell' economia agricola mondiale.
Dalle
statistiche agrarie, riguardanti il periodo 1890-1896, gli
abitanti di Canischio erano dediti allo svolgimento di attività
agricole, che erano così valutate nei documenti ufficiali
conservati nell 'archivio municipale:
- raccolto
di castagne "La qualità è in prevalenza
mediocre a causa della persistente siccità "
- raccolto
di patate:
1890:
venivano sfruttati 38 ettari, la qualità del prodotto
era mediocre. "La siccità di quest'estate fece
sì che il tubero rimase piccolo e di qualità
mediocre".
1891: venivano sfruttati 38 ettari. "E' qualità
buona per le appropriate piogge ed i ben soleggiati giorni
di quest'estate".
1892: si riscontrava lo stesso risultato dell 'anno precedente.
1893: venivano sfruttati 38 ettari. "Qualità buona:
quando erano vicine alla maturazione furono colpite da una
malattia che le fece morire in gran parte così che
il raccolto non fu abbondante come si sperava " .
1894: venivano sfruttati 38 ettari. "Qualità buona:
la siccità fu causa dello scarso raccolto, però
non ci furono malattie " .
1895: si riscontrava lo stesso risultato dell 'anno precedente.
1896: venivano sfruttati 38 ettari. "Qualità mediocre
per continue pioggie".
1890:
venivano sfruttati 7 ettari. "Qualità mediocre:
la pioggia continua di questa primavera e il freddo contribuiscono
a che il raccolto sia stato mediocre " . 1891: si riscontrava
lo stesso risultato dell' anno precedente.
1892: venivano sfruttati 7 ettari. "Qualità buona
in quanto pioggia in primavera e sole in estate " .
Dal 1893 al 1896 si riscontravano gli stessi risultati.
- raccolto
di granoturco: " Sempre buono per le appropriate
piogge di quest'estate seguite da soleggiati giorni".
- raccolto
di canapa: venivano sfruttati 2 ettari. "Qualità
in prevalenza buona ".
- raccolto
di segale: venivano sfruttati 20 ettari:
1891:
"Qualità mediocre per il freddo e le piogge ".
1892: "Qualità buona per il tempo favorevole ".
1893: "Qualità mediocre per il freddo e le piogge".
1894: "Qualità mediocre per il freddo e le piogge".
1895: "Qualità buona per il tempo favorevole".
1896: "Qualità buona per il tempo favorevole "
.
Non venivano praticate ( o solo parzialmente) le seguenti
attività:
- coltivazione
di fagioli, piselli e lenticchie
- coltivazione
di fave, veccie, cicerchie, ceci, lupini e muchi
- coltivazione
dell' avena
- coltivazione
di orzo
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L'
AGRICOLTURA NEL PRIMO '900
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All'inizio
del XX secolo la popolazione contadina delle campagne e delle
montagne andava organizzandosi in leghe e società di
mutuo soccorso di ispirazione prevalentemente cattolica, che
rinsaldarono gruppi fino a quel momento inerti degli strati
intermedi della popolazione. In quegli anni si rafforzarono
i mezzadri, i piccoli affittuari e i piccoli proprietari:
nel biennio 1907-1909 le leghe costituite in Italia furono
84 e anche a Canischio, alla fine del secolo, era stata fondata
da un gruppo di cittadini la Società di Mutuo Soccorso
Agricola Operaia con lo scopo di sostenere gli associati e
provvedere al commercio di prodotti con prezzi calmierati.
Nel 1915, quando il primo conflitto mondiale era ormai alle
porte, i contadini non volevano la guerra. Il loro no al conflitto
fu esteso ed omogeneo e non dipese da cause esterne, ne dalla
condizione socio-economica: certo, man mano che ci si avvicinava
alle zone più depresse ed arretrate, dalla pianura
alla montagna, la passività aumentava, ma si trattava
di un atteggiamento di rassegnazione proprio di chi si sente
impossibilitato a ribellarsi.
Nel periodo a cavallo tra le due guerre, nel territorio di
Canischio continuavano a svolgersi attività prevalentemente
basate sull ' agricoltura e sull' allevamento; in un panorama
economico per lo più limitato al piccolo commercio
locale e all' autoconsumo, cominciava ad emergere qualche
attività commerciale destinata a luoghi diversi, ampliando
il mercato: fu prima il commercio del legname, continuò
quello delle mele, proseguì quello delle noci... finche
il boom economico e lo sviluppo dell'industria in pianura
non diede il via a quell'emorragia di popolazione dalla montagna
che ancora non si è arrestata. Città e campagna,
ancora una volta, si dimostravano realtà antagonistiche
nella storia d 'Italia.
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LO
SVILUPPO DELL' AGRICOLTURA DI CANISCHIO
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Negli
anni più vicini a noi l'agricoltura ha perso molta
dell'importanza che aveva una volta. Questo fenomeno è
precisamente documentato dai censimenti de11961, 1970, 1982
e 1990: la Superficie Agricola Utilizzata (SAU) nel 1970 era
di 489,56ha, mentre già solo nel 1982 era scesa a 282,89ha.
Nel 1970 la maggior parte della SAU era adibita a pascoli
e prati permanenti ( 451,93ha) e la superficie boschiva ricopriva
396,09ha. Invece nel 1982 la superficie di prati e pascoli
permanenti era diminuita a 276,45ha a vantaggio di quella
boschiva aumentata a 483,44ha.
La coltivazione della frutta nel 1970 era la più praticata,
con 61 aziende ed una superficie di 23,82ha, come nel 1982,
ma con un numero di aziende ridotto a Il ed una superficie
di 5,73ha. Nel 1970 esistevano coltivazioni ortive (40 aziende
ed un'area di 1,2ha) e venne introdotta la vite, anche se
su una superficie ridotta (13 aziende su 3,02ha); nel 1982
queste di coltivazioni erano già state abbandonate.
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Il
V Censimento Generale dell ' Agricoltura, effettuato nel
2000, è suddiviso in sette sezioni di analisi, di
queste abbiamo preso in esame le prime sei. Il numero totale
delle Aziende censite è 19, di queste la quasi totalità,
ben 18, è condotta direttamente dal coltivatore;
i prodotti servono prevalentemente per il consumo familiare;
infatti, 3 aziende hanno venduto solo parte dei prodotti,
soltanto 2 li hanno venduti tutti, mentre le rimanenti hanno
consumato quanto hanno coltivato.
Nessuno pratica la viticoltura e si può notare che
l'adesione a società cooperative è limitata
a 2 realtà, una sola fa parte di un' associazione
di produttori.
Dall ' indagine è emerso che non vi sono seminativi.
Per quanto riguarda, invece, le coltivazioni fruttifere,
anche se su piccole estensioni, prevale la coltura delle
mele per un totale di 30 are; le pesche e le pere occupano
un' estensione pari a 27 are per ciascuna coltivazione.
Il terreno adibito ad orti familiari oscilla tra 1 e 5 are;
prati e pascoli raggiungono un totale di 17,49ha, con un'
estensione massima di 1ha per i prati e di 8ha per i pascoli;
boschi e fustaie di conifere e latifoglie raggiungono una
superficie tra le 18 e le 90 are; tra i cedui prevalgono
quelli composti con 37,48ha, mentre quelli semplici ricoprono
25,49ha.
Nelle aziende 9ha, 14are sono la parte di superficie non
utilizzata; invece altre parti sono occupate da fabbricati,
cortili e strade poderali, ma anche destinate alla raccolta
dei funghi.
Soltanto gli orti ed i prati permanenti, nell ' anno considerato,
sono stati regolarmente irrigati. Le abitazioni presenti
nell ' azienda sono occupate solo dal conduttore e dalla
sua famiglia, non esiste alcuna attività agrituristica,
ne vi sono impianti per la lavorazione o per la trasformazione
dei prodotti del suolo.
L' allevamento di bovini consiste in vacche da latte, da
carne e da lavoro ( da 2 anni in su); quelli di età
inferiore ad 1 anno sono destinati ad essere macellati.
Altri allevamenti riguardano conigli e pollame, ma non pulcini
di un giorno prodotti con incubazione artificiale.
I mezzi meccanici utilizzati sono motocoltivatori, motozappe,
motofresatrici, motofalciatrici ed alcuni trattori.
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